Cultura e Sociale

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Vogliamo una città in cui venga valorizzato il merito nella quale, però, nessuno si senta abbandonato. Perché non c’è meritocrazia senza solidarietà.

La storia di Formia è la storia di un popolo solidale, dinamico e ospitale: lo siamo sempre stati e sempre lo saremo. Per questo crediamo sia necessario investire risorse nel welfare cittadino e innovarlo con idee e proposte capaci di guardare al futuro.
I servizi a domanda individuale, l’assistenza domiciliare, il servizio mensa, il trasporto scolastico, l’offerta di posti in asilo nido ecc… funzionano bene. Ottimizzare i servizi e implementarli dove necessario, è la strada da seguire. In particolare, rivolgendosi alle giovani coppie. A questo proposito proponiamo di garantire un servizio di nido pomeridiano (almeno una volta a settimana) per dare la possibilità ai giovani genitori di passare qualche ora insieme, magari dopo il lavoro. L’asilo non è un servizio di babysitteraggio, è il primo approccio del bambino ad un percorso di formazione!
Stesso discorso vale per le scuole elementari e medie: pensiamo si debbano trovare le risorse per tenerle aperte almeno due volte la settimana il pomeriggio e promuovere attività di avvio alla lettura, laboratori creativi e percorsi di formazione per i nostri piccoli concittadini.

Valorizzare i teatri comunali e organizzare stagioni teatrali e attività culturali di alto livello è un altro obiettivo relativamente semplice ma fondamentale da portare avanti. Formia è una città con grande fermento culturale e associativo. Una città che ha bisogno di stimoli e spazi continui, che ha bisogno di attrarre e intrattenere i giovani (sempre meno) che scelgono di restare in città. Lavorare, quindi, ad un cartellone culturale di spessore per tutto l’anno e ad una carta unica per i visitatori, è certamente prioritario.

Merito e solidarietà, dicevamo all’inizio. E su questo vogliamo concludere!
Una cittadina come Formia non ha strumenti per combattere la povertà o mettere a punto programmi di integrazione lavorativa strutturati. Possiamo però fare alcune cose: prima di tutto, continuare ad allestire il campo per i senza fissa dimora in previsione di una struttura permanente. Negli anni passati, qui, hanno trovato ricovero durante l’inverno molte persone.
Lavorare ad un miglior coordinamento delle realtà solidali e il comune (caritas, cr ecc..) può inoltre permettere la creazione di piccole esperienze di integrazione.

Perché non provarci?

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